LA MESSA A DIMORA del Mirtillo Gigante Americano

Il periodo

le stagioniLa messa a dimora del mirtillo gigante americano (o trapianto) va effettuato in autunno o in primavera. Nelle regioni settentrionali è preferibile il periodo primaverile (marzo-aprile-maggio) per evitare possibili danni da gelo tardivo alle giovani piante, ma è possibile scegliere anche il primo autunno (ottobre novembre). Nelle regioni centrali e meridionali la scelta del trapianto cade in primavera o nel tardo autunno (novembre-dicembre).

La preparazione preventiva del suolo

aratro cavalliIl terreno può essere preparato preventivamente effettuando uno scasso totale (aratura) per mezzo di un trattore o di una piccola fresa, ci sono però linee di pensiero che preferiscono un terreno vergine incolto su cui effettuare solamente la lavorazione della fila o addirittura il semplice scavo della buca in cui mettere il nostro mirtillo. Questo perché una controllata copertura erbosa vicino alle piante limita gli sbalzi di temperatura, favorisce il mantenimento della sostanza organica e fornisce riparo alla microfauna utile alla salute del mirtillo (insetti che si cibano di parassiti). E’ importante comunque un taglio periodico dell’erba o l’utilizzo di “teli antialga” per prevenire una sorta di competizione circa la disponibilità dell’acqua, dei nutrienti del suolo e per favorire la migliore penetrazione della luce solare.

Le distanze

metroPer quanto riguarda le distanze tra le piante e tra le file ci sono opinioni contrastanti. Dalle mie ricerche sono arrivato alla conclusione che alcuni coltivatori prediligono il pieno sviluppo della singola pianta mentre altri preferiscono orientarsi sull’ottimizzazione del raccolto al mq. Illuminante è stata una ricerca universitaria americana, la quale spiega che una distanza di almeno 1,5 o 2 m tra le piante permette di avere un arbusto più vigoroso che produce più frutti, mentre una distanza inferiore a 1,5 m permette, a parità di terreno, di coltivare molte più piante e di avere un raccolto totale maggiore a discapito di una competizione vegetativa maggiore che non permette il pieno sviluppo e l’ottimale fruttificazione della singola pianta. Io ho preferito la prima soluzione. Detto questo, tra le file è bene stare intorno ai 2,5 m per permettere un’agevole via di passaggio per la raccolta e la cura del suolo, mentre se si prevede l’utilizzo di mezzi meccanici la scelta migliore è 3 m.

Le buche e la messa a dimora del mirtillo

messa-a-dimora-mirtilloNormalmente nei vivai troviamo piantine di mirtillo di almeno 1-2 anni di vita e viene spesso consigliato di scavare una buca che sia il doppio del vaso che le contiene. Per essere sicuri di uno sviluppo ottimale delle radici è bene non stare sotto i 50 cm di larghezza e i 50 cm di profondità ma se si abbonda ancora di più non può fargli che bene. Fatto questo si effettua la messa a dimora del mirtillo smuovendo leggermente il pane di terra che avvolge le radici per favorirne la futura crescita, subito dopo va effettuato il riempimento della buca con torba acida e terra in egual misura facendo particolare attenzione che la pianta abbia la stessa profondità che aveva nel vaso. La radice del mirtillo gigante americano, infatti, è molto superficiale e una eccessiva profondità ne comprometterebbe la crescita. Se il terreno è asciutto è necessario ora effettuare una irrigazione localizzata per favorire l’attecchimento. In autunno è possibile utilizzare un paletto tutore a cui legare le piantine per evitare che la neve le pieghi completamente o spezzi i rami. Una leggera potatura finale favorirà la crescita dell’apparato radicale ma molti preferisco non toccare la pianta fino al terzo o quarto anno di vita.

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