La messa a dimora – Episodio 3

Messa a dimora

Mese di ottobre, so che non rimane moltissimo tempo a disposizione prima che il freddo si faccia sentire. Oltretutto il lavoro da fare è tanto e posso contare solo sulle mie braccia.

Per fortuna o per grazia Divina la mamma della mia ragazza prende a cuore il mio operato e decide di aiutarmi in tutte le maniere possibili. Come spesso accade con le suocere, fino a quel momento c’era stato un rapporto abbastanza formale, seppur nel massimo rispetto. Il lavoro fianco a fianco rafforza la stima reciproca e scopro davvero una bella persona. Trovo così un validissimo e inaspettato alleato! Il fine settimana si aggiunge anche la mia ragazza.

Cominciamo subito con il taglio dell’erba, il fissaggio dei paletti del recinto e la stesura della rete. Detto in due parole sembra una cosa semplice ma ci sono voluti più di dieci giorni e mancano ancora i due piccoli cancelli di ingresso che avevo previsto.

Ritengo però opportuno a questo punto fermarci col recinto e concentrarci sulla messa a dimora vera e propria delle piantine di mirtillo, fissiamo così dei pezzi di rete provvisoria al posto dei cancelli, giusto per evitare che qualche animale selvatico possa entrare. Ordino poco più di 100 piantine che sarebbero arrivate nel giro di una settimana, tempo che avrei dedicato per scavare le buche. Già, le buche… 130 per la precisione… cavolo sono tante, prevederle è una cosa, scavarle un’altra! Cerco di azionare l’ingegno e penso prima al noleggio di una trivellatrice e poi ad un piccolo escavatore che un fidato amico avrebbe potuto guidare ma mentre sono preso da questi pensieri, l’alleato suocera mi dice con una semplicità che mi disarma: che problema c’è? E mi porge pala e picco.

Le Buche

Le Buche

Decido non so per quale ragionevole motivo di assecondarla e mentre cominciamo a scavare continuo a pensare: che motorino da guerra questa donna, mi sta dietro alla grande! Una sera di queste, forse per dimostrare che sono l’uomo indistruttibile, decido pure di andare a giocare a tennis. Pessima idea… il giorno dopo sono cotto come una pera! Mi trascino sul campo di battaglia dove già ci sono parecchie buche e l’amata alleata mi deride pure, dicendo che se mi presento ancora in quello stato mi licenzia! Fino alla fine dei lavori non giocherò più a tennis…

Nel frattempo mi chiamano dal vivaio dicendomi che si sono sbagliati e che alcune varietà di mirtillo non sono più disponibili. Forse è destino, forse devo proprio aspettare la primavera. Questi erano i pensieri che mi giravano per la testa che per fortuna sono durati solo pochi secondi. Richiamo il vivaio e scelgo altre varietà che ritengo comunque idonee, aumento persino il numero globale di piantine che avevo previsto e… che il destino sia con me! E… porca vacca giù altre buche da scavare!!

Finalmente arriva il giorno dell’arrivo delle piantine che mi portano con un piccolo furgoncino. L’autista mi chiama pochi kilometri prima, dicendomi che la strada indica il passaggio delle sole auto e non di mezzi più grandi. La cosa mi sembra piuttosto strana perchè arrivano su anche i camper, lo invito a proseguire, purtroppo rimane bloccato e decido di scendere un pezzo per andargli incontro. Niente, non lo vedo da nessuna parte. Diamine dov’è finito? Dove mi lascerà le piantine? Come faccio a portarle su tutte io? Lo richiamo e gli consiglio di tornare indietro fino allo stradone principale che costeggia il Lago Maggiore. Finalmente lo vedo! …dove si era infilato? In una vecchia mulattiera di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza! Maledetti navigatori, stavolta quegli aggeggi avevano toppato alla grande!

Insolito ospite che bussa alla baita

Insolito ospite che bussa alla baita…

Arrivati insieme a destinazione (stavolta il navigatore lo facevo io facendogli strada con la mia auto) trovo alcuni vicini di baita che gentilmente si prestano a darci una mano a scaricare la preziosa merce. Persone davvero molto gentili, che ci fanno anche i complimenti su come “l’operazione mirtillo di monte” sta proseguendo. I complimenti arrivano anche da parte di alcuni passanti che percorrono un sentiero lì vicino, si fermano, chiedono informazioni sulla coltivazione e fanno i complimenti. Tutto questo mi fa molto piacere e ripaga in parte tutta la fatica. A volte penso a quanto sia appagante a livello personale progettare un lavoro e vedere, passo dopo passo, la sua realizzazione: il pensiero che si materializza diventando realtà.

Ok, basta filosofare, bisogna tornare al lavoro. Manca l’atto finale, la messa a dimora dei piccoli arbusti di mirtillo e non è uno scherzo pure questo. Presi forse dalla pietà (scherzo) riesco anche a coinvolgere per un paio di giorni i miei genitori per un ulteriore aiuto. Queste giornate iniziano quasi sempre al sorgere del sole e finiscono al chiaro di luna a bagnare i mirtilli appena interrati. Ma ormai ci siamo, tutte le piantine sono al loro posto. Continua…

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